Questa si sta trasformando nella mia giornata perfetta. Shopping da Harrods e pranzo da Harvey Nichols. Cosa c'è di meglio? Saliamo direttamente al ristorante al quinto piano e Luke ordina una bottiglia di vino bianco freddo, quindi alza il bicchiere per un brindisi.
"Alle valigie" dice, e sorride.
"Alle valigie" ripeto, felice, e bevo un sorso. È in assoluto il vino più delizioso che abbia mai assaggiato.
Sophie Kinsella, "I love shopping", Mondadori 2000
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11 marzo 2012
4 marzo 2012
Non ho nemmeno un uomo
"Appunto, non ho nemmeno un uomo," si intristisce Hana, "come fai a non capire?"
Va a prendere il vino che aveva già aperto per lasciarlo respirare, tira fuori due bicchieri e serve solo per sé. Manda giù un sorso. Lila pulisce il tavolo dalla farina, si versa anche lei un dito di vino ma non lo beve.
"Ho trentaquattro anni," prosegue Hana a bassa voce, "ti immagini andare con un uomo per la prima volta e chiedergli di fare piano perché sono vergine? Alla mia età! Sarei ridcola. Non oso nemmeno pensarci, non oso nemmeno immaginare di trasformare un'amicizia in una relazione intima. È per questo che non ci provo neanche."
Elvira Dones, "Vergine giurata", Feltrinelli 2009
Va a prendere il vino che aveva già aperto per lasciarlo respirare, tira fuori due bicchieri e serve solo per sé. Manda giù un sorso. Lila pulisce il tavolo dalla farina, si versa anche lei un dito di vino ma non lo beve.
"Ho trentaquattro anni," prosegue Hana a bassa voce, "ti immagini andare con un uomo per la prima volta e chiedergli di fare piano perché sono vergine? Alla mia età! Sarei ridcola. Non oso nemmeno pensarci, non oso nemmeno immaginare di trasformare un'amicizia in una relazione intima. È per questo che non ci provo neanche."
Elvira Dones, "Vergine giurata", Feltrinelli 2009
26 febbraio 2012
Cibo per scongiurare la morte
Non ha mangiato. Cosa si deve mangiare con la febbre a trentanove e sei? Anzi, si deve mangiare oppure no? Non sono mai stata a casa sua, chissà che casa ha e chi gliela tiene. Frigo vuoto o con qualche provvista? Noi donne pensiamo subito al cibo, quando qualcuno cui teniamo si ammala. Ci preoccupiamo di come sfamarlo. Deve essere un residuo fossile del passato, quando i viveri scarseggiavano. Cibo per scongiurare la morte.
Margherita Oggero, "Qualcosa da tenere per sé", Mondadori 2007
Margherita Oggero, "Qualcosa da tenere per sé", Mondadori 2007
19 febbraio 2012
Non ficcare il naso in cucina
Alberta si tolse le scarpe, infilò le pantofole di panno, si lavò le mani e il viso, tornò nel soggiorno e aspettò.
Sveva Casati Modigliani, "Un amore di marito", Sperling & Kupfer 2011
12 febbraio 2012
Il permesso di bere Margaux
Piet rispose in modo sincero alle domande delle ragazze sulla sua vita a Leida, ma senza confessare che trovarsi in una casa dotata di impianto idraulico era per lui una novità assoluta. Quando prese a mangiare gli asparagi con le mani, secondo il galateo che sua madre gli aveva insegnato, colse un silenzioso scambio di sguardi e sentì di aver superato un ulteriore esame. Notò che entrambe avevano avuto il permesso di bere lo Château Margaux e che si rivolgevano ai genitori senza formalità. Constance era la più loquace ma sembrava che Louisa ne apprezzasse la parlantina e non ne fosse affatto infastidita.
Richard Mason, "Alla ricerca del piacere", Einaudi 2011
Richard Mason, "Alla ricerca del piacere", Einaudi 2011
5 febbraio 2012
Ubriaco fradicio
Fu la volta che davano un film di Jorge Negrete. Il cinema era strapieno e il proiezionista non arrivava. Qualcuno disse di averlo visto ubriaco fradicio che dormiva a un tavolo dell'osteria. Allora alcuni giovanotti, d'accordo con il distributore del cinema, andarono a cercarlo, lo caricarono su una carriola e spingendolo a mano lo trasportarono lungo la strada principale. Una volta arrivati al cinema, lo sollevarono tutti insieme depositandolo nella cabina di proiezione.
Hernan Rivera Letelier, "La bambina che raccontava i film", Mondadori 2011
Hernan Rivera Letelier, "La bambina che raccontava i film", Mondadori 2011
29 gennaio 2012
Mantecare il risotto
Aveva accettato il suo invito perché l'aveva detto a Mattia e perché, adesso ne era sicura, non ci sarebbe mai stato per lei nulla di più simile all'amore di ciò che poteva trovare lì.
Fabio aprì il frigo e da un panetto di burro tagliò un pezzo che secondo Alice era di almeno ottanta-novanta grammi. Lo buttò nella padella per mantecare il risotto e quello si sciolse, liberando tutti i suoi grasso saturi e animali. Spense la fiamma e girò il risotto con un cucchiaio di legno, per un paio di minuti ancora.
"Ci siamo" disse.
Paolo Giordano, "La solitudine dei numeri primi", Mondadori 2008
Fabio aprì il frigo e da un panetto di burro tagliò un pezzo che secondo Alice era di almeno ottanta-novanta grammi. Lo buttò nella padella per mantecare il risotto e quello si sciolse, liberando tutti i suoi grasso saturi e animali. Spense la fiamma e girò il risotto con un cucchiaio di legno, per un paio di minuti ancora.
"Ci siamo" disse.
Paolo Giordano, "La solitudine dei numeri primi", Mondadori 2008
22 gennaio 2012
Sciampagna
"Casimiro!" chiamò don Liborio.
E il cammareri trasì con quattro buttiglie di sciampagna livate allura allura dalla ghiazzara. In un angolo del saloni c'era già conzato un tavolino con i bicchieri supra. Le buttiglie foro stappate, i bicchieri inchiuti.
"I signori soci si servano" fici don Liborio Spartà. "Ma prima voglio fare un brindisi di ringraziamento al signor sindaco Calandro e a tutti coloro che hanno aderito alla nostra iniziativa per la liberazione del dottor Bellanca. La pressione esercitata sul Prefetto dal sindaco e da noi ha dato il risultato voluto. Alla salute del dottor Bellanca!".
Andrea Camilleri, "La setta degli angeli", Sellerio 2011
E il cammareri trasì con quattro buttiglie di sciampagna livate allura allura dalla ghiazzara. In un angolo del saloni c'era già conzato un tavolino con i bicchieri supra. Le buttiglie foro stappate, i bicchieri inchiuti.
"I signori soci si servano" fici don Liborio Spartà. "Ma prima voglio fare un brindisi di ringraziamento al signor sindaco Calandro e a tutti coloro che hanno aderito alla nostra iniziativa per la liberazione del dottor Bellanca. La pressione esercitata sul Prefetto dal sindaco e da noi ha dato il risultato voluto. Alla salute del dottor Bellanca!".
Andrea Camilleri, "La setta degli angeli", Sellerio 2011
15 gennaio 2012
Mesceva continuamente
Mi fece bere, quella sera, una quantità enorme di vino. Mesceva continuamente e beveva per primo obbligandomi, per rispetto, a fare altrettanto. Pur essendo riuscito a bere un terzo di quel che aveva bevuto lui, mi alzai con la testa che pareva un alveare, meravigliandomi con me stesso dell'equilibrio che riuscivo, o che credevo di riuscire a mantenere nel camminare. Lui era impassibile e freddo come se avesse bevuto caffè e latte, sicuro di sé e ben orientato, sebbene vedesse pochissimo, e neppure dove metteva i piedi, a causa di un glaucoma che gli appannava gli occhi.
Piero Chiara, "Il patrizio di Pfaffikon" in "L'uovo al cianuro e altre storie", Mondadori 1979
8 gennaio 2012
Il capretto al forno
Il sindaco Tìndaro Dedomini una matina s'affacciò dal finestrone e si rivolse alla genti che addimannava pani, parlò a longo, chiamò a tutti "fratelli", si fece viniri le lagrime agli occhi per le sofferenze che i suoi concittadini pativano. Doppo, siccome sò mogliere da un quarto d'ora lo tirava per la giacchetta, salutò i montelusani e si andò a sbafare un capretto al forno che era in tavola, appunto, da un quarto d'ora.
Andrea Camilleri, "Il re di Girgenti", Sellerio 2001
Andrea Camilleri, "Il re di Girgenti", Sellerio 2001
6 gennaio 2012
Aglio
Invisibile ma presente.
Inconfondibile. Solo lui era così.
E sembrava impossibile che fosse lì dentro.
Eppure...
Entrato nella stanza, Ernesto Cervicati si era improvvisamente fermato davanti a quel muro fantasma, ma dotato di una sua solidità. Aveva annusato. Una, due, tre volte, tirando su discretamente con il naso.
Non c'era da sbagliarsi, era odore di aglio.
Andrea Vitali, "Zia Antonia sapeva di menta", Garzanti 2011
Inconfondibile. Solo lui era così.
E sembrava impossibile che fosse lì dentro.
Eppure...
Entrato nella stanza, Ernesto Cervicati si era improvvisamente fermato davanti a quel muro fantasma, ma dotato di una sua solidità. Aveva annusato. Una, due, tre volte, tirando su discretamente con il naso.
Non c'era da sbagliarsi, era odore di aglio.
Andrea Vitali, "Zia Antonia sapeva di menta", Garzanti 2011
1 gennaio 2012
Carne di dinosauro
Le possibilità di mangiare dinosauro, ai giorni nostri, sono abbastanza remote. Scomparvero 65 milioni di anni fa, quando sulla crosta terrestre non si muovevano nemmeno le proscimmie, cioè gli antenati dei nostri antenati. I sismosauri, si sa, avevano una buona carne, almeno in quantità, visto che arrivavano a pesare 90 tonnellate. Anche le uova che deponevano erano sostanziose: con un solo uovo di tirannosauro si poteva fare una frittata per un battaglione.
Héctor Abad Faciolince, "Trattato di culinaria per donne tristi", Sellerio 1997
Héctor Abad Faciolince, "Trattato di culinaria per donne tristi", Sellerio 1997
26 dicembre 2011
Spaghetti con le acciughe
Dopo aver sbraitato nuovamente insulti e minacce, il barone aprì un armadio, pieno zeppo di provviste d'ogni genere. Tirò fuori un grosso fornello a spirito di rame, un pacco di spaghetti ("Tre casse me ne portai!" mormorò, strizzando un occhio) un barattolo d'acciughe sotto sale e una vasetto con la scritta "Ail en poudre". Da un altro ripostiglio cavò una rispettabile pentola di coccio, la empì d'acqua nel bagno attiguo all'ufficio, la mise sulla fiamma della spiritiera, aspettando il bollore pulì le acciughe, preparò l'aglio, il pepe e una dose di peperoncino tritato.
Gian Carlo Fusco, "L'Italia al dente", Sellerio 2002
Gian Carlo Fusco, "L'Italia al dente", Sellerio 2002
25 dicembre 2011
Vino rosso per Natale
È tutto scritto su un libro che è sopra, in qualche angolo. Abbiamo già tutto segnato. Coraggio, Lucia, appena un sorso. Mamma, un po' di vino rosso per il giorno di Natale. Nel vino rosso c'è ferro, lo sapete? "Prendi un po' di vino per la salute dello stomaco".
Thornton Wilder, "Il lungo pranzo di Natale", Il Melangolo 1993
Thornton Wilder, "Il lungo pranzo di Natale", Il Melangolo 1993
18 dicembre 2011
In paradiso
Entrò in cucina e rimase impietrita.
Era appena arrivata in paradiso. Sua nonna era lì, in ogni profumo.
Zuccheroso e dolce.
Erboso e aspro.
Lievitato e fresco.
Era così che cucinava nonna Waverly.
Sarah Addison Allen, "Il profumo del pane alla lavanda", Sonzogno 2010
Era appena arrivata in paradiso. Sua nonna era lì, in ogni profumo.
Zuccheroso e dolce.
Erboso e aspro.
Lievitato e fresco.
Era così che cucinava nonna Waverly.
Sarah Addison Allen, "Il profumo del pane alla lavanda", Sonzogno 2010
11 dicembre 2011
Se conoscete il bar
Se conoscete il bar, sapete benissimo che la ragazza si chiama Tiziana e che la prima cosa che uno nota in Tiziana sono due puppe meravigliose. Un'altra cosa che sapete, se non siete nuovi dell'ambiente, è che il tipo con l'aria da pirata si chiama Massimo, è il proprietario del bar e per qualche strana ragione è convinto che non sempre il cliente sappia ordinare da solo.
Marco Malvaldi, "Il re dei giochi", Sellerio 2010
Marco Malvaldi, "Il re dei giochi", Sellerio 2010
8 dicembre 2011
La gastronomia
La gastronomia è la conoscenza ragionata di tutto ciò che si riferisce all'uomo in quanto egli si nutre.
Il suo fine è vigilare sulla conservazione dell'uomo per mezzo della miglior nutrizione possibile.
Essa vi arriva dirigendo, in base a princìpi certi, tutti coloro che cercano, forniscono o preparano le cose che possono convertirsi in alimenti.
Anthelme Brillat-Savarin, "Fisiologia del Gusto o Meditazioni di Gastronomia Trascendete", Rizzoli 1985
Il suo fine è vigilare sulla conservazione dell'uomo per mezzo della miglior nutrizione possibile.
Essa vi arriva dirigendo, in base a princìpi certi, tutti coloro che cercano, forniscono o preparano le cose che possono convertirsi in alimenti.
Anthelme Brillat-Savarin, "Fisiologia del Gusto o Meditazioni di Gastronomia Trascendete", Rizzoli 1985
4 dicembre 2011
La torta di mirtilli
Era la prima volta che avevo modo di avvicinarla e di guardarle la bocca. Il gonfiore era sparito, ma si vedevano ancora i segni dei denti, piccole grinze blu sulle due labbra. Le toccai con le dita, erano molli e umide. Le baciai, piano, dei baci leggeri come non ne avevo mai dati. Restò con me per un'ora, fino al ritorno del greco. Non facemmo niente, solo stesi sul letto. Lei mi arruffava i capelli e guardava il soffitto, con l'aria pensierosa.
"Ti piace la torta di mirtilli?"
"Non so. Sì, penso di sì"
"Te la farò"
James M. Cain, "Il postino suona sempre due volte", Adelphi 2009
"Ti piace la torta di mirtilli?"
"Non so. Sì, penso di sì"
"Te la farò"
James M. Cain, "Il postino suona sempre due volte", Adelphi 2009
27 novembre 2011
Peperone in salsa di noci
Il fatto che nessuno mangi l'ultimo peperone di un vassoio si verifica generalmente quando la gente non vuole mostrarsi golosa e sebbene abbia una gran voglia di divorarlo non ne trova il coraggio. Ed è così che si rinuncia a un peperone ripieno che contiene tutti i sapori possibili, la dolcezza del cedro candito, il piccante del peperoncino, la delicatezza della salsa di noci, la freschezza della melagrana, un meraviglioso peperone in salsa di noci! Che racchiude dentro di sé tutti i segreti dell'amore, ma che per pudore nessuno mai scoprirà.
Maledetto pudore! Maledetto manuale di galateo del Carreño! Per colpa sua il corpo di Tita era destinato ad avvizzire a poco a poco, inesorabilmente. E maledetto Pedro così perbene, così corretto, così virile, così... così amato!
Laura Esquivel, "Dolce come il cioccolato", Garzanti 1996
Maledetto pudore! Maledetto manuale di galateo del Carreño! Per colpa sua il corpo di Tita era destinato ad avvizzire a poco a poco, inesorabilmente. E maledetto Pedro così perbene, così corretto, così virile, così... così amato!
Laura Esquivel, "Dolce come il cioccolato", Garzanti 1996
20 novembre 2011
Mangi noci
Avevamo davanti il formaggio, mele dalla buccia rugosa, castagne e noci.
"Mangi noci, aiutano l'ultimo bicchiere", aveva detto l'uomo.
Aveva scostato la sedia dal tavolo e teneva le gambe di traverso. Con due dita prese delicatamente una delle mie sigarette.
"Fumo poco", disse: "Ma una ogni tanto non dispiace". La donna sparecchiava, lasciò il vino e le noci. Andava e veniva senza più guardarci, smettendo di canticchiare il suo sordo motivo non appena oltrepassava la soglia della stanzina.
Giovanni Arpino, "La suora giovane", Dalai editore 2011
"Mangi noci, aiutano l'ultimo bicchiere", aveva detto l'uomo.
Aveva scostato la sedia dal tavolo e teneva le gambe di traverso. Con due dita prese delicatamente una delle mie sigarette.
"Fumo poco", disse: "Ma una ogni tanto non dispiace". La donna sparecchiava, lasciò il vino e le noci. Andava e veniva senza più guardarci, smettendo di canticchiare il suo sordo motivo non appena oltrepassava la soglia della stanzina.
Giovanni Arpino, "La suora giovane", Dalai editore 2011
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