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19 dicembre 2010

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Fontana dei Boschi 2001 Vittorio Graziano

Massimo Zanichelli
Chi vivesse ancora di perniciosi luoghi comuni sul Lambrusco, dovrebbe, come San Tommaso, toccare con mano (anzi con naso e palato) questa versione d’autore firmata da Vittorio Graziano sulle colline di Castelvetro.
Proveniente da pratiche agronomiche biodinamiche estranee a mode e retorica, e prodotto con la tradizionalissima, ancorché – purtroppo – sempre meno diffusa, tecnica della (ri)fermentazione naturale in bottiglia, questo Grasparossa stupirebbe i più scettici per la tonicità del frutto e la vivezza dello sviluppo: sentori di erbe medicinali e piccoli frutti rossoneri (ma non necessariamente milanisti); palato succoso e invitante (perché, appunto, succoso), dalla carbonica ancora fine e dai tannini ancora “sul pezzo” a distanza di 9 anni dalla vendemmia (alla faccia della veloce corruttibilità dei vini frizzanti)…
Insomma, una goduria.
Tre faccini solo apparentemente sorprendenti :-) :-) :-)

4 agosto 2010

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Villa Cialdini 2009 Cleto Chiarli

Angelo Peretti
Ordunque, se avete in mente di fare un barbecue mettendo in conto di mangiar salamelle, braciole, costine di maiale e magari anche qualche fetta di pancetta un pochettino spessa cotta sul fuoco, dovete prevedere anche un vino che sia compagno alla grigliata. Personalmente, trovandomi nella fattispecie predetta, mi son giocato le mie chance prendendo dallo scaffale d'un supermercato una bottiglia del Villa Cialdini, il "cru" lambruschista della Chiarli. E m'è andata ricca.
D'un rosso brillante tra il rubino e il violaceo, ha tirato fuori da subito, al naso, quei toni che s'usano definire vinosi, ossia di vino nella prima fase dopo la fermentaazione, denso di quei sentori che c'insegnano esser primari, ossia di frutto, e qui in particolare di fragolona e lampone, direi.
La bocca è in corrispondenza. E il vino appare brioso sì, ma con una carbonica equilibrata, considerando ch'è un Lambrusco, e un'asciuttezza che convince.
Si beve e si ribeve e accompagna gradevolmente le carni, e direi i salumi, e aggiungerei - averle! - le rane fritte, oppure il pesce di fosso o di risaia. Prima o poi lo proverò sull'anguilla alla brace.
L'ho pagato 4,79 euro, e sono ben spesi.
Due lieti faccini :-) :-)