31 maggio 2009

Di Matteo, Clinton e l'olio della friggitrice... una nota di colore

L'intervento che si legge qui di seguito l'ha, come si usa dire, postato Giustino Catalano a commento del mio pezzo sulla pizzeria Di Matteo di Napoli. Siccome non so quanti leggano i commenti, e visto che lo giudico un gran bel raccontare, lo pongo in rilievo in home page, a sé stante. a.p.

Giustino Catalano
Ho letto con piacere, come sempre, la tua bella newsletter e proprio l'articolo su Di Matteo mi ha riportato alla memoria quel giorno del G7 (era il G7) ed io abitavo per motivi lavorativi proprio all'ingresso di Via Tribunali, accanto al conservatorio.
Quella pizzettina da 1000 lire (tanto costava la pizza con la quale si faceva pausa in classico stile street food) ci costò svariate centinaia di milioni di lire.
Via Tribunali fu chiusa al traffico... anche pedonale, ed io che ero sceso per recarmi in Tribunale fui fermato da agenti in borghese della Digos che mi chiesero documenti e mi perquisirono sotto il portone di casa. Dopo essersi assicurati di essere in presenza di persona tranquilla mi suggerirono un percorso alternativo o, data la lunghezza dello stesso, di rimanere a casa.
Nel cielo andavano in giro elicotteri dei carabinieri con teste di cuoio per metà fuori degli stessi e, quando uscì sul terrazzino che dava su Napoli potei vedere sui terrazzi di vari palazzi uomini in divisa e in borghese armati... una pizzetta costosissima.
Di Matteo e la friggitoria...
Hai provato la pizza fritta. Quel piccolo gioiello che viene calato nel nero (nerissimo) olio bollente e diviene enorme? Quella che quando l'addenti trovi un soffice ripieno di ricotta, annerito dal pepe, con salame di Napoli, e mozzarella?
Quella è la versione più nobile dello street food partenopeo, il diretto discendente dell'ormai scomparso panino cicoli (ciccioli di maiale) ricotta e pepe.
Quel panino che ricordo vendersi con carretti di fortuna, per i vicoli della Napoli che non esiste più, al grido di "facite marenn!" (fate merenda)... se l'hai persa dovrai riparare alla prossima!
L'olio nero, che suggerirebbe ai più savi di desistere dal prendere il fritto, è proprio la misura con la quale i napoletani scelgono la friggitoria dove acquistare... più è nero meglio è!
E in quella napoletanità che li rende simpatici, facendo dimenticare le tante contraddizioni e assurdità, prima di entrare e riferendosi a se stessi ed ai propri commensali sono soliti dire... "jamm, ca' oggi facimm o' cagn' e' l'uogglio!"...", andiamo, che oggi facciamo il cambio dell'olio".

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