31 gennaio 2011

Il tutto è maggiore della somma delle parti


Enrico Lucarini
Non resisto, lo ammetto. Tapas è per me una parola evocativa. Magica. Metafisica, oserei dire, visto che cito Aristotele. Amplificare le sensazioni del pranzo tramite una moltitudine di piccole porzioni, è frutto di genialità e sacrificio, ché s’ha da lavorare molto di più in cucina. Una piccola/grande lezione che i Baschi hanno regalato alla grande cucina, transitando per la nouvelle cuisine. Tutti i grandi chef oggidì offrono la possibilità (quando addirittura non obbligano come avviene ad esempio a El Bulli) di segliere fra uno o più menu degustazione, che altro non è che un pranzo a base di tapas. E in una tale occasione riusciamo realmente a comprendere ed apprezzare uno stile di cucina, una filosofia, vedere quali siano i valori che spingono uno chef ad aver scelto tale mestiere. E anche gli abbinamenti con le bevande si moltiplicano, così come la possibilità di giocare sugli abbinamenti con le bevande, di creare percorsi del gusto nel dipanarsi delle portate. Riusciamo a cogliere, raggiungiamo la percezione del tutto. E ci accorgiamo che è veramente superiore alla somma delle sue parti.
Grazie, piccole tapas.

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