28 gennaio 2011

Rossi del '90: vent’anni, ma li dimostrano?

Mario Plazio
Di recente ho organizzato con un gruppo di amici una degustazione che aveva come argomento i vini rossi del 1990. Millesimo celebrato un po’ in tutto il mondo, il '90 comincia ad entrare nella età della ragione. Ci interessava quindi verificare lo stato evolutivo dei vini, molti dei quali coccolati dalle guide al momento della loro immissione nel mercato.
Di seguito le mie particolari note di degustazione con i punteggi su base 100.
Abbazia di Rosazzo, Le Vigne di Zamò – Ronco dei Roseti. Purtroppo, tappo. Sotto però si intuiva un vino ancora palpitante, peccato.
Château Mont Redon – Châteauneuf-du-Pape. Colore tenue. Naso terziario, animale, tartufo, catrame, prugna, terra e viola, poi anche fumé. Sensazione in bocca di carne affumicata. Vino leggero e continuo, con una buona progressione e dei tannini davvero gradevoli. Bellissimo l’attacco, finale finissimo. 95/100
Fattoria di Felsina – Fontalloro. Vino dall’aspetto molto giovanile. Forse troppo. Nel senso che dopo 20 anni ti aspetti che ci sia un minimo di evoluzione, mentre questo è inchiodato su sé stesso, e la cosa non depone a suo favore. Naso tra il tabacco, la frutta e le spezie, col tempo medicinale e sacco di iuta. C’è molta materia, ma domina un tannino piuttosto secco e una acidità slegata dal contesto. Comunque non da sottovalutare. 86/100
Renato Ratti – Barolo Marcenasco. Un Barolo come se ne fanno pochi oggi. Mi sembra di aver capito che l’azienda, dopo la morte del grande Renato abbia intrapreso una strada più modernista. Colore con riflessi mattone. Un lampone come raramente ho sentito, poi menta secca, infuso di liquirizia, rabarbaro, molto balsamico. Bocca calda e deliziosa per la freschezza acida dello sviluppo. Più eleganza che potenza, lunghissimo e raffinato. 97/100
Duca di Salaparuta – Duca Enrico. Evoluto e poco limpido. All’inizio domina il vegetale (brodo), poi pepe, cannella, tabacco e erbe macerate. Ingresso potente, poi entra l’acidità e una sensazione alcolica mai troppo insistente. Nel finale crosta di pane, dolce alla frutta, fichi e tamarindo. Il naso ha un leggero calo, mentre in bocca rimane molto presente. 90/100
Fattoria di Felsina – Chianti Classico Riserva Vigneto Rancia. Sembra più giovane della sua età. Mirtillo, legno e catrame. Gradevole, anche se sembra prevalere una netta sensazione acida senza però il sostegno di una materia adeguata. Finale alcolico e tannico. Nel complesso non ha una grande identità territoriale, faccio fatica a collegarlo ad un luogo preciso. 86/100
Lisini – Brunello di Montalcino Riserva Ugolaia. Aspetto macerato, cicoria, pepe, brodo e menta. Molto teso in bocca, il liquido esercita molta pressione sulla lingua, ma sembra non avere una direzione precisa. Con i minuti si rimpicciolisce, resta la sensazione di tannino non particolarmente armonico. Si fa più pesante, con aromi di caramello e vaniglia. Una piccola delusione. 84/100
Vignalta – Colli Euganei Cabernet. Un vino che fece scalpore alla sua uscita. E che continua ad essere estremamente buono. Naso da cabernet, con mirtillo, pepe, mora e un frutto ancora giovanile. Poi note più evolute di tartufo, carne affumicata, prugna e grafite. Elegantissimo, tutto in finezza, deve essere cercato, non impressiona per la concentrazione ma piuttosto per la lunghezza e per come non cede anche dopo parecchio tempo. 94/100
Château Smith-Haut Lafitte, Péssac-Léognan Rouge. Evoluto al naso, con fragola, tartufo e terra, profuma di sottobosco. Ancora giovane al palato, potente ed elegante. Poi anche mare e cuoio, in un insieme che forse non raggiunge la persistenza di un fuoriclasse, ma che rimane estremamente godibile e tra i migliori come piacere di beva. 95/100
F.lli Speri – Amarone della Valpolicella classico Vigneto Sant’Urbano. Finissimo, associa un aspetto floreale a note più mature di frutta in confettura, cioccolato, caffè d’orzo e goccia di pino. Il tutto rimane comunque di una estrema compostezza. Morbido ed accogliente, si fa accompagnare a lungo dall’alcol, senza che questo però diventi dominante. Il finale è spettacolare per i ricordi di mare, marasca, cioccolato e ferro. Una bella sorpresa. 96/100

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