30 marzo 2011

Marx sbagliava: la religione è il colesterolo dei popoli

Angelo Peretti
Ma, dico, l'avete letto di quella ricerca che hanno fatto alla Northwestern University, in America? Risulterebbe che "i giovani più legati alla Chiesa sono anche quelli che con più probabilità saranno obesi da adulti". Lo dimostrerebbe uno studio fatto su più di duemila e quattrocento persone che sono state seguite per la bellezza di diciott'anni (diciott'anni, accidenti!). Lo racconta la versione on line del Corriere della Sera (mica la Gazzetta di Roncobilaccio, voglio dire) che spiega che "mettendo a confronto i livelli di partecipazione ad attività religiose di giovani tra i 20 e i 32 anni d'età con il loro indice di massa corporea 18 anni dopo, i ricercatori hanno scoperto che tra i più religiosi la probabilità di essere obesi era del 50 per cento superiore".
Oh, signùr. Vabbé che le ideologie sono morte e sepolte, ma Carletto Marx ha sbagliato proprio tutto. Lui era convinto che la religione è l'oppio dei popoli. Invece 'sti qua dicono che la religione è il colesterolo dei govani. Ma per piacere…
Domando: ma c'è proprio proprio proprio mica di meglio da studiare coi soldi per la ricerca?

5 commenti:

  1. Chi conduce un'esistenza "religiosa" privilegia gli aspetti spirituali e non dà una grande importanza a quelli materiali e quindi non si cura del diametro di cintura e questa è una spiegazione diciamo così ... logica.
    Però avendo un rapporto distaccato con la materialità, e quindi con il cibo, non si dovrebbe neanche abusare dello stesso ... ed anche questo ha una sua logica, mah !

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  2. Aggiungo ...
    Una vita molto "religiosamente sobria" risulata alla lunga non essere così gratificante, dal punto di vista prettamente fisico. Avendo il cibo una sua storica sacralità, qualche concessione alla gola ha una sua giustificazione e credo venga considerato un peccato, diciamo così, veniale.

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  3. @Giordano. Un grande studioso si storia medievale, Léo Moulin, spiegava proprio attraverso i canoni della religione la differenza fra lo splendore della cucina italiana e francese (e aggiungerei spagnola) e la cupezza di quella tedesca o inglese. I paesi dell'Europa mediterranea sono cattolici: il peccato di gola si può estinguere con la confessione. Gli altri sono protestanti, e non è prevista la remissione del peccato. Ergo, i cattolici potevano peccare di gola, i protestanti no, e questo ha favorito la crescita della cucina mediterranea e nel contempo ha tarpato le ali alla cucina anglosassone, pur partendo entrambe dalla stessa trattatistica gastronomica medievale, diretta derivazione dalla trattatistica romana.

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  4. Il consumo smodato di cibo, o comunque le patologie dell' alimentazione sono spesso legate a disagi della sfera emotiva. E' possbile che l'obesità da religione sia legata all'introiezione anche inconscia di modelli comportamentali sessuofobici.
    Cibo come compensazione.

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  5. "...la cura dell'anima non ha mai bruciato calorie..." A.Stefano

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