2 ottobre 2010

Soave: sta nascendo uno stile Roncà?

Angelo Peretti
Quando dici le coincidenze. Stesso giorno: leggo il numero d'ottobre di Decanter e tasto due bianchi che m'ha fatto avere qualche tempo fa un produttore. E mi pongo delle domande. Anzi, me ne pongo una: non è che nella zona del Soave sta nascendo uno "stile Roncà"?
Per chi non fosse pratico della zona, dico che Roncà è un comune dell'Est Veronese, al confine col territorio vicentino, al limite estremo della doc soavista. Ha suoli vulcanici, di collina alta - il colle del vino è il monte Calvarina -, ma è fuori dalla zona classica, che comprende - grosso modo - solo le parti più elevate e appunto vulcaniche dei colli di Soave e Monteforte, e neanche per intiero. Ci si coltivano, a Roncà, soprattutto la garganega, che è madre appunto del Soave, e la durella, che dà vita al Durello, in genere spumantizzato. E ci si fa anche una delle migliori soppressa che si possano trovare in giro per il Veneto: il paradiso dei salumi è nella contada di Brenton.
Detto questo, devo spiegare le coincidennze.
Decanter. L'uscita d'ottobre è quella dei World Wine Awards, la competizione enologica internazionale del magazine britannico. Vengono assegnati vari premi. I più prestigiosi sono gli International Trophies, i trofei internazionali. Quest'anno, per i bianchi sotto le 10 sterline di prezzo, a portarsi a casa il trofeo è stato un Soave di Roncà, il Motto Piane di Fattori del 2008. Che, per quel prezzo, è dunque il miglior bianco del mondo, secondo i giurati di Decanter. Mica poco, accidenti. "Mieloso, leggere note di marzapane, con un che di bella maturità. Note di frutta esotica. Sontuoso e opulente, ma bilanciato da una buona acidità e un'abbondanza di sentori floreali": questa la scheda descrittiva del Motto Piane secondo Decanter.
I vini, adesso, quelli della coincidenza. Proprio prima di leggere Decanter, dalla cantina avevo tirato fuori un paio di bottiglie che m'erano state recapitate un paio di mesi fa e che non avevo ancora tastato. Due Soave di Corte Moschina, aziendina di Roncà di storia recente. L'uno è il base, il Roncathe del 2009. L'altro è I Tarai, una "vendemmia tardiva" (c'è scritto in etichetta) del 2008.
Ora, nel Roncathe ho riconosciuto quella vena sottilmente verde - che a me piace - e un po' floreale e quella freschezza nervosissima - che altrettanto mi fa piacere trovare - che in genere contraddistingue i Soave basic della fascia al confine con la terra vicentina di Gambellara, Nell'altro, I Tarai, ecco che è venuto fuori lo stile che è ben descritto da Decanter - e che già ben conoscevo - per il Motto Piane di Fattori. Ora, non dico che Motto Piane e Tarai si equivalgano, che siano perfettamente sovrapponibili, e del resto sarebbe assurdo solo pensarlo: sennò la bella soggettività d'un vino dove andrebbe a finire? Epperò un che in comune ce l'hanno. Perché entrambi sono figli di vendemmie tardive - che evidentemente in zona ci si può permettere di fare, tirando in là le uve fin tardi - e perché tutt'e due son fatti parte in acciaio e parte in legno, ma senza che il legno sia in sovramisura sul frutto tondo, grasso, polputo. E senza che cotanta ricchezza sia messa sotto, ché l'acidità, la freschezza, c'è tutta.
E allora ti poni la domanda se sia casuale, oppure se lì a Roncà non stia succedendo qualcosa di nuovo, che potrebbe anche far pensare ad un'interpretazione originale dei bianchi soavesi. Ovvio, bisogna aspettare che le rose fioriscano, se son rose, ma gl'indizi mi sembrano interessanti, anche perché non è solo da quest'anno che si manifestano.
Potrei aggiungere un terzo nome da tener presente: Sandro De Bruno. L'azienda ha sede se non sbaglio a Montecchia, ma le vigne di garganega sono a Roncà, pur'esse sulle pendici del monte Calvarina. Non vado oltre con la descrizione perché è più di un anno che non ho l'occasione di provare un Soave di quest'altro vigneron roncadese, ma da come lo ricordo, anche 'sto bianco tende alla grassezza, ma per nulla stucchevole, ed anzi intrisa di freschezza e di vene minerali.
Intanto che Antonio Fattori si lustra, giustamente orgoglioso, il titolo conquistato nel concorso di Decanter, mi permetto dunque di segnalare i bianchi di Maria Patrizia Niero e della sua Corte Moschina e di provare, per chi n'abbia l'occasione, le bottiglie di De Bruno. Invitando il lettore ad annotarsi questo paese: Roncà. Ne sentiremo parlare. Parecchio.

7 commenti:

  1. Ciao Angelo volevo solo correggere il fatto che l'azienda di Sandro de Bruno si trova a Terrossa di Roncà.

    Un abbraccio.
    Bernardo

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  2. Buongiorno a tutti e due. L'azienda di Sandro si trova a Pergola, molto più vicina a Terrossa che a Montecchia ma sotto il comune di Montecchia di Crosara. Lo stesso vale per Cà Rugate, molto più vicino a Roncà che Montecchia ma sotto il comune di Montecchia di Crosara.

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  3. L'ho proposto nella mia enoteca ai miei ospiti con sempre risultati assolutamente soddisfacenti ... parlo del TARAI di Corte Moschina

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  4. GIORDANO - info@cortetamellini.com4 ottobre 2010 alle ore 08:10

    Ho sempre assaggiato il Soave di Sandro De Bruno in modo superficiale "de scapon" e quindi non mi pronuncio ... però mi occorre sottolineare l'attenzione che pone l'amico Sandro al prodotto uva in fase di pigiatura, che definirei quasi "chirurgica". Mai ho visto tanta passione !!

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  5. Grazie delle precisazioni. In ogni caso, se devo credere a quanto De Bruno scrive sulla scheda tecnica del suo Soave, le vigne sono sulle "pendici del Monte Calvarina, in comune di Roncà"

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  6. La Calvarina è sempre stato uno dei migliori Crù del Soave, solo che lo si sta scoprendo adesso: per far una piccola analogia col Bordeaux, Chateaux Mouton Rothschild è sempre stato un grandissimo Crù, ma 1er lo è da poco....

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  7. Concordo con la tua tesi, Angelo, e con quanto scrive Max. I territori più a nord della Valdalpone, godono di una fortuna geomorfologica straordinaria, essendo quelli con una percentuale più alta di strato basaltico. I Soave del "sasso nero", polposi e sapidi, con un grande potenziale di tenuta nel tempo. Dopo il lungo lavoro della zonazione e della valorizzazione dei Cru, ora uno stile preciso inizia ad emergere.

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