2 gennaio 2010

Capo di Stato 2004 Conte Loredan Gasparini

Angelo Peretti
Il Capo di Stato è un classicissimo dell'opzione bordolese praticata nell'oriente della terra veneta in tempi ante-Parker, prima cioè - e lungamente prima - della collettiva infatuazione filoamericana.
In un certo qual modo, un vino leggendario, tra i primissimi a staccarsi dell'arcaica enologia venetica d'un tempo. Il sito dell'azienda spiega che fu voluto dal conte Loredan Gasparini perché venisse servito nei banchetti ufficiali della città di Venezia, e venne offerto anche all'allora presidente francese Charles De Gaulle, al quale è stato poi dedicato il vino. Si capisce bene che non è esattamente ieri mattina.
L'etichetta, seppure magari un po' tetra con tutto quel nero, è per me da sempre fascinosa, ed è figlia della mano d'un grande artista come Tono Zancanaro: la disegnò nel 1967, mi pare, e a quei tempi, ripeto, Parker era lontano dallo spopolare.
Insomma: chi volesse provare un taglio bordolese ante litteram fatto in area nordestina, al Capo di Stato deve in qualche modo comunque riferirsi.
Si sappia ch'è fatto in prevalenza col cabernet sauvignon, e poi col franc e un pochettino col merlot e un pizzico col malbec.
Ho avuto modo di provare il 2004. E se me l'avessero fatto annusare senza dirmi cos'era, avrei davvero pensato a Bordeaux, per quel frutto bene esposto - la prugna in primis - e quella sottile vena vegetale e quel fondo officinale, che ricorda l'eucalipto e le erbe alpestri. Cabernettista.
La bocca è sullo stesso piano. Ed ha freschezza, e tannino che non aggredisce.
Vino che sta bene in tavola. E che magari con un paio d'anni di bottiglia ancora potrebbe dare soddisfazione ancora maggiore.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)

1 commento:

  1. ho appena aperto un 98 il tappo è ok....vi saprò dire

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